Seggiolino salvabebè e dispositivi anti abbandono auto

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La regolamentazione inerente al trasporto dei bambini in automobile raccomanda di utilizzare dei dispositivi omologati dai primi giorni di vita fino al raggiungimento di trentasei chilogrammi di peso, seguendo sempre attentamente le istruzioni riportate nei manuali allegati.

Tali prodotti si presentano come dei piccoli sedili, accuratamente imbottiti, che, tenendo sollevato il bambino, consentono di usare le cinture di sicurezza dell’auto, posizionate sotto alle alette laterali, ed in senso longitudinale rispetto al torace.
Fino a nove chili di peso corporeo, il bambino deve essere trasportato in senso contrario alla marcia, preferibilmente nella zona al centro del sedile posteriore, oppure, se è presente airbag, anche sul sedile anteriore.

Lo scopo principale di questi dispositivi è quello di proteggere il bambino da eventuali urti, e di mantenerlo ancorato con sicurezza.
Lo schienale del seggiolino deve aderire perfettamente al sedile della macchina, per garantire un fissaggio ottimale.

Dopo aver adagiato il bambino, è necessario procedere manovrando le cinghie, anche se il tragitto da compiere è molto breve: sono sufficienti anche soltanto pochi secondi perché si verifichino pericolosi spostamenti.

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Cosa dice l’attuale legge?

Per bambini fino ai quattro anni di età, il seggiolino salvabebè è diventato obbligatorio per legge: chi non ne dispone rischia una multa di 81 euro.

Il seggiolino tradizionale a cui eravamo tutti abituati non è più sufficiente, è indispensabile oggi la presenza di un sistema di allarme, mediante dispositivo elettronico, che si attiva in caso di abbandono del bambino in auto. È un obbligo di legge per i genitori, il Senato ha approvato il disegno normativo con 261 sì e un solo astenuto, quindi praticamente all’unanimità.

Dal 7 novembre 2019 sarà obbligatorio dotarsi dei nuovi dispositivi per la sicurezza dei bambini fino ai quattro anni di età. Infatti la cronaca purtroppo ci ha ampiamente raccontato quali sono le conseguenze di una dimenticanza: il genitore, probabilmente a causa di un’amnesia dissociativa (il classico vuoto di memoria), lascia il figlio in auto da solo per un periodo di tempo più o meno lungo, l’eventuale esposizione al sole della stessa provoca un colpo di calore, e sopraggiunge la morte. Ricordiamoci che nei bambini la termoregolazione è meno efficace che nell’adulto: la superficie corporea, che può disperdere calore, è inferiore.

Era già in vigore l’obbligo di disporre di dispositivi di sicurezza per il bambino in auto, come la cintura di sicurezza, ma adesso ogni seggiolino dovrà essere dotato di sistema di allarme. Il genitore deve essere avvertito nel caso in cui il bambino si trovi in auto una volta che il motore è spento.

Il testo di legge contiene anche le sanzioni per i trasgressori: 81 euro, decurtazione di cinque punti patente e sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi se l’obbligo è violato più di una volta nell’arco dei due anni. La sanzione si applica se il sistema in uso nell’auto è privo di allarme sonoro, cioè, secondo la legge, trasportare i bambini senza seggiolino equivale a trasportarli con seggiolino ma senza sistema di allarme: entrambi i casi costituiscono una trasgressione.

Interessante la possibilità di usufruire di agevolazioni fiscali per l’acquisto dei nuovi seggiolini a norma. Inoltre il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha previsto una campagna di informazione per il periodo che va dal 2019 al 2021.

 

Cos’è l’amnesia dissociativa

È una patologia ben precisa, causata il più delle volte da stress. È una perdita di memoria retrospettiva, diversa da una normale dimenticanza.

È importante sottolineare che non si lascia il bambino in macchina intenzionalmente, ma a causa di un black out mentale, un vuoto di memoria transitorio. Tecnicamente si definisce come una disconnessione delle funzioni della coscienza dalla memoria: si dimentica totalmente un pezzo di esistenza durante un determinato lasso di tempo.

La causa scatenante può essere un periodo di intenso stress, di particolare stanchezza fisica e mentale: può quindi colpire chiunque di noi, siamo tutti potenziali bersagli. Per questo, bisognerebbe evitare di raggiungere livelli di stress ingestibili, prestando attenzione a segnali premonitori come percezione di stress intenso, stanchezza fisica e mentale, difficoltà a concentrarsi e a ricordare le cose, difficoltà a prendere sonno e a mantenerlo, irritabilità, sensazione di agire in automatico.

Questi sono i primi campanelli d’allarme di quando lo stress diventa patologico: se ci sentiamo così è sempre raccomandabile consultare un medico. I sintomi veri e propri dell’amnesia dissociativa sono le pericolose lacune di memoria, della durata di qualche ora o, nei casi più gravi, di alcuni mesi o anni. Il soggetto appare confuso, l’angoscia può o meno entrare a fare parte del quadro clinico.

L’amnesia dissociativa fa parte dei disturbi dissociativi, secondo la classificazione DSM, ma a differenza di altre patologie della stessa categoria, si assiste al mantenimento dei tratti principali del carattere e delle solite modalità di comportamento sociale. Per effettuare diagnosi di amnesia dissociativa, si può ricorrere ad elettroencefalogramma, per escludere disturbi epilettici, e risonanza magnetica, per escludere patologie cerebrali di tipo strutturale. Mediante esami del sangue e delle urine si può escludere l’eventuale utilizzo di sostanze stupefacenti o anche la presenza di intossicazione.
La terapia si basa sulla psicoterapia, associata a farmaci come antidepressivi e ansiolitici. Nei casi più gravi si può ricorrere agli antipsicotici.

 
 

I dispositivi già presenti sul mercato

 

La soluzione Chicco Bebè Care

Chicco BebèCare è un sistema di sensori integrati in seggiolini auto, che rileva la presenza del bambino, un ambizioso progetto sviluppato da Chicco in collaborazione con Samsung.

Il suo funzionamento è semplice quanto geniale: i sensori Bebè Care che rilevano la presenza del bambino in auto, sono collegati a un’applicazione installata sullo smartphone, che innesca un allarme in caso di allontanamento dall’auto. Richiede la connessione Bluetooth da parte del cellulare, che del resto possiedono tutti gli smartphone.

Una volta scaricata e installata l’applicazione, bisogna creare un “account famiglia”, in cui sostanzialmente si inseriscono i numeri telefonici da contattare in caso di emergenza (papà, mamma, zii, nonni, eccetera). Poi bisogna collegare il seggiolino con lo smartphone: si rimuove il film argentato dall’etichetta di omologazione, si scannerizza il QR code con il cellulare, avvicinandolo alla seduta del seggiolino mentre vi si preme sopra. Infine si deve creare il profilo del bambino, inserendo la foto e la data di nascita, sempre all’interno dell’applicazione.

In questo modo, tutte le volte in cui si adagia il bambino sul seggiolino, si instaura automaticamente la connessione tra seggiolino e smartphone. Nel caso in cui il bambino venga lasciato accidentalmente nell’auto e voi vi stiate allontanando, parte un allarme di primo livello: avrete 40 secondi per silenziarlo. Se questo non avviene, perché ad esempio non sentite la suoneria, l’applicazione automaticamente invia un messaggio agli altri numeri inseriti precedentemente nell’account famiglia, con le indicazioni utili a localizzare geograficamente il bambino. Qualcuno andrà in ogni caso a liberare il bambino: obiettivo raggiunto.

Considerate che allo stesso account possono essere collegati fino a tre seggiolini, e che, disponendo della password chiunque può collegarsi all’account (nonni, zii, baby sitter, eccetera). I numeri di emergenza possono arrivare fino a cinque.
Se il genitore alla fine del viaggio correttamente rimuove il bambino dal seggiolino, si disattiva automaticamente la connessione tra i dispositivi, e non scatterà alcun allarme.

Chi l’ha inventato

La geniale idea appartiene all’ingegnere bergamasco Stefano Fontana. Stanco dalla lettura degli sconcertanti fatti di cronaca, in cui un genitore si ritrova involontariamente artefice della morte del figlio, sente l’esigenza di ricorrere all’aiuto della tecnologia.
E, in effetti, laddove la razionalità umana viene persa, come nei casi di amnesia dissociativa, entra in gioco la razionalità tecnologica, che non risente di black out di natura emotiva.

La sua illuminazione si è concretizzata sfruttando un sensore di pressione, che può rilevare il peso del bambino e quindi registrare la sua presenza, collegandolo a un oggetto che difficilmente viene dimenticato, ovvero lo smartphone. In questo modo statisticamente si può ridurre l’incidenza di dimenticanze fatali.

Nel 2013 deposita l’idea e nel 2015 ottiene il brevetto. Poi comincia la collaborazione con Samsung, e il progetto prende vita anche grazie al contatto instaurato con Chicco.

 

Oasys 0+ UP BebèCare

È il seggiolino ideale per il trasporto in auto dei bambini dalla nascita fino al raggiungimento dei tredici chili di peso, è in regola con la normativa ECE R44/04. L’installazione è decisamente semplice, e l’articolo prevede, ma non necessariamente, l’utilizzo di una base. Per il bambino rappresenta il massimo comfort possibile, per il genitore la sicurezza: comprende i sensori per il sistema di allarme.

Il prodotto pesa 5,5 kg senza base, e 7,5 kg con la base; misura 44x65x64 centimetri. La fodera è removibile e lavabile a trenta gradi; il poggiatesta e le cinture sono regolabili, per accompagnare l’accrescimento del bambino e offrire in ogni sua fase la protezione ottimale. Fino ai 6 kg di peso ci si serve del comodo riduttore, per assicurare una corretta postura sempre.
Il particolare materiale di cui è costituito fa traspirare perfettamente il bambino e non lo fa sudare.

 
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Dispositivo Remmy

Remmy è il dispositivo che segnala i movimenti considerabili rischiosi del bambino ed anche la sua presenza nell’auto spenta. È compatibile con ogni tipo di seggiolino e di auto, totalmente made in Italy, testato da Quattroruote e Sicurauto.it. Interessante la certificazione nei confronti di falsi allarmi, anche quelli da non sottovalutare, e il prezzo con cui si propone al pubblico, sicuramente accattivante.

 
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Il dispositivo si avvale di due led di colore blu e verde, e bip sonori di diversa durata e tipologia. Molto utile l’opzione di silenziatore, per eventualmente non disturbare il bambino che ad esempio sta riposando. Il funzionamento è semplice: si inserisce il dispositivo nella presa accendisigari, si posiziona il sensore di rilevamento del bambino sotto la fodera del suo seggiolino, poi si stende il cavo fino al sedile posteriore prestando attenzione.

La funzione Alert avvisa immediatamente se il bambino si allontana dal seggiolino durante il viaggio, mentre la funzione Reminder ricorda che il bambino si trova ancora in auto in caso di allontanamento senza di lui. Il prodotto pesa 200 grammi, e misura 19,7×10,1×5,5 centimetri.

 

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